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LEGGIAMO – ‘LA TREDICESIMA STORIA” DI DIANE SETTERFIELD |
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Napoli, 10 giugno ’10 (Fuoritutto) “Un libro splendido, una fuga incantata per chiunque ami la letteratura”. L’apprezzamento è ripreso da The Times ed è riportato con garbata evidenza sulla copertina de “La tredicesima storia”, il primo romanzo di Diane Setterfield, 412 pagine fitte di emozioni e suspence.
Due donne conducono il lettore per mano e lo guidano nei labirinti di una narrazione che ha il sapore delle storie di Jane Austen ma con i tratti di un giallo ben scritto: Margaret Lea e Vida Winter. La prima, una libraia di Cambridge, viene scelta per scrivere la biografia della “più grande scrittrice d’Inghilterra”, la Winter, appunto, che sapendo di non aver molto tempo ancora da vivere decide di raccontare tutto il suo passato, fatto di segreti mai svelati prima. “I lettori sono sciocchi – spiega miss Winter alla sua giovane biografa -, credono che la scrittura sia sempre autobiografica. E, in effetti, lo è, ma non come pensano loro. La vita dello scrittore ha bisogno di tempo per marcire prima di poter essere usata per nutrire un’opera di fantasia. Bisogna consentirle di decomporsi. Perciò non potevo permettere a giornalisti e biografi di frugare nel mio passato, di recuperarne frammenti sparsi, di conservarli nelle loro parole”. Da qui in avanti diventa difficile staccarsi dal libro. Lo stile del romanzo viene accostato a quello di Jane Austen e le atmosfere a quelle del gotico vttoriano. Di certo non si avverte per nulla l’indecisione e l’ingenuità narrativa che possono caratterizzare l’esordio di uno scrittore. (Marzio Di Mezza)
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