| RAFFAELLO, IL TRIONFO DELLA GEOMETRIA |
|
|
|
Un padre letterato, scrittore e pittore, suo primo maestro, un sottile filo rosso che lo lega a Piero della Francesca, un’amicizia condivisa con Leonardo, la monumentalità negli insegnamenti del Verrocchio.e del Perugino A questi elementi vanno aggiunti una capacità di indagine psicologica fuori dal comune che gli fa cogliere ‘l’anima’ dei personaggi che ritrae, crea ed esalta, l’invenzione della composizione geometrica dei dipinti, una tavolozza sobria ed elegante (vi troverete tre toni al massimo), un’alternanza di “caldi’ e di freddi’, imitata sempre e mai compresa. Va aggiunta una grande cultura umanistica, un substrato, non una etichetta, un vanto, una prevaricazione sull’ignoranza circostante. La cultura di Raffaello è pacata, quasi nascosta, non è mai uno sgabello, un comodo artificio, un’ostentazione per arricchire l’opera di un inutile orpello. Questo per sgomberare il campo dal fumo degli incensi fin qui elevati sulla ‘sublime’ arte dell’Urbinate. Laudazioni che non hanno impedito la distruzione di opere e le aggiunte arbitrarie e sacrileghe compiute. su capolavori. Destino condiviso da Michelangelo per i ‘nudi’ della Sistina. Fortuna che Daniele da Volterra abbia dipinto mutande utilizzando materia così disaffine da renderla asportabile. Ma c’è ancora in Vaticano una grande opera d’arte, una statua, le cui pubenda sono state coperte con un manto di gesso. Per tornare a Raffaello indicheremo quelle che hanno fatto epoca. La dama dell’Unicorno, animale sostituito da un cagnolino, eseguito da più mani, in epoche diverse. Se ne accorse nel 1932 Roberto Longhi che quel cagnetto non era della mano del Maestro. Non fu creduto. Ambigui sorrisetti accolsero l’affermazione. Fu necessaria una radiografia, la prima su un dipinto. L’animale abusivo venne grattato con un bisturi! Lo strumento portò via alcune velature autentiche. Analogo accanimento criminale l’hanno sofferto La Madonna della Seggiola ed il ritratto di Agnolo Doni per i quali il restauro riabilitativo è stato eseguito con mezzi non ‘cruenti’. Così la Madonna della Seggiola ha riottenuto la sua ‘sfericità’, ed è riemerso nel San Giovannino l’omaggio allo sfumato di Leonardo, così il viso ed il carattere di Agnolo sono sottolineati dal colore del corsetto originale che era stato coperto da un ignobile damascato. In tal modo riemerge intatta l’abitudine di Raffaello di costruire i dipinti con la geometria, il colore, nell’alternanza di toni caldi e freddi, é al servizio della composizione. Un messaggio, un insegnamento che sarà raccolto da Cézanne e da questi raccomandato a Picasso ed a Braque, ma anche al Boccioni della Città che sale, al Burri dei Cretti, al neocubismo di Afro. riscontrabile nei Cardinali di Manzù, Insomma Raffaello tornato prepotentemente di moda, di attualità, un’eredità giacente, ora affidata ai suoi eredi naturali. (Gal)
|



Un padre letterato, scrittore e pittore, suo primo maestro, un sottile filo rosso che lo lega a Piero della Francesca, un’amicizia condivisa con Leonardo, la monumentalità negli insegnamenti del Verrocchio.e del Perugino A questi elementi vanno aggiunti una capacità di indagine psicologica fuori dal comune che gli fa cogliere ‘l’anima’ dei personaggi che ritrae, crea ed esalta, l’invenzione della composizione geometrica dei dipinti, una tavolozza sobria ed elegante (vi troverete tre toni al massimo), un’alternanza di “caldi’ e di freddi’, imitata sempre e mai compresa. Va aggiunta una grande cultura umanistica, un substrato, non una etichetta, un vanto, una prevaricazione sull’ignoranza circostante.


