| CONFERITO A MARIO MARTONE IL PREMIO “LA GINESTRA”2011 |
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Il comitato scientifico del premio, presieduto da Massimo Marrelli, Rettore dell’Università Federico II e composto da Arturo de Vivo, Emma Giammattei, Mauro Giancaspro, Fabiana Cacciapuoti, Donatella Trotta, Valeria Sampaolo e Matteo Palumbo (coordinatore del premio), ha assegnato il riconoscimento al regista napoletano per la messa in scena delle Operette morali “con le quali – si legge nella motivazione - ha offerto una rappresentazione raffinata e avvincente dei temi cruciali del mondo leopardiano. Gli anni napoletani di Leopardi avevano già richiamato l’attenzione di Martone nel suo precedente spettacolo ‘L’opera segreta’. Riprendendo il filo di questa esperienza, il regista napoletano ha riproposto in forma teatralizzata i dialoghi delle ‘Operette’, dando voce e presenza, attraverso il corpo e le parole degli attori, alle idee cruciali che attraversano l’opera”. La cerimonia di premiazione si svolgerà a fine settembre a Villa delle Ginestre, a Torre del Greco, dove Leopardi soggiornò dal 1836 al 1837. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, è organizzata come di consueto dal Rotary Club “Torre del Greco Comuni Vesuviani”, in collaborazione con la Fondazione Ville Vesuviane e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il premio “La Ginestra” intende celebrare la figura di Giacomo Leopardi e i luoghi che in Campania sono stati amati dal grande poeta recanatese. Nel 2010 il riconoscimento fu assegnato a María de las Nieves Muñiz Muñiz, ordinario di Filologia italiana nell’Università di Barcellona, mentre nel 2009 fu assegnato al professor Lucio Felici, presidente del Comitato scientifico del Centro di studi di Recanati. (Leo) |



Il comitato scientifico del premio, presieduto da Massimo Marrelli, Rettore dell’Università Federico II e composto da Arturo de Vivo, Emma Giammattei, Mauro Giancaspro, Fabiana Cacciapuoti, Donatella Trotta, Valeria Sampaolo e Matteo Palumbo (coordinatore del premio), ha assegnato il riconoscimento al regista napoletano per la messa in scena delle Operette morali “con le quali – si legge nella motivazione - ha offerto una rappresentazione raffinata e avvincente dei temi cruciali del mondo leopardiano. Gli anni napoletani di Leopardi avevano già richiamato l’attenzione di Martone nel suo precedente spettacolo ‘L’opera segreta’. Riprendendo il filo di questa esperienza, il regista napoletano ha riproposto in forma teatralizzata i dialoghi delle ‘Operette’, dando voce e presenza, attraverso il corpo e le parole degli attori, alle idee cruciali che attraversano l’opera”.


