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I GRASSI NEI CIBI CAUSANO LA DIPENDENZA PDF Stampa E-mail

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Roma, 28 luglio ’11 (Fuoritutto) Un sospetto che alcuni cibi dessero la dipendenza l’avevamo sempre avuto, ora questo sospetto è stato avvalorato dai ricercatori dell’Università della California di Irvine e dai loro colleghi dell’Istituto Italiano di Tecnologie di Genova. Questo avviene principalmente con i cibi grassi come patatine in sacchetto o fritte e spesso si verifica anche con la frutta secca salata, molto usata in abbinamento ad aperitivi e cocktail.
I ricercatori hanno riscontrato che su alcuni animali, dal momento che i cibi raggiungono il palato, i ricettori fanno partire un impulso per il cervello che lo rimanda all’intestino che lo percepisce come stimolo per produrre endocannabinoidi, sostanze paragonabili a quelle che si riscontrano nella cannabis. Queste sostanze hanno il potere di stimolare il cervello che così sollecitato, manifesta la necessità di ulteriore assunzione di lipidi.
Questo atavico bisogno del nostro corpo di immagazzinare riserve per i periodi di possibile carenza di cibo, innesca un meccanismo difficile da interrompere che giustificherebbe il modo compulsivo in cui spesso ingeriamo cibi ricchi di grassi. La ricerca non è certo tesa a giustificare i golosi, ma a trovare nuovi farmaci in grado di interrompere questo circolo vizioso e combattere quindi l’obesità. Anni addietro sono state messe a punto delle molecole in grado di inibire la produzione di cannabinoidi al nostro organismo, ma avevano effetti collaterali sul sistema nervoso centrale, questa nuova scoperta potrebbe rappresentare una svolta nella lotta all’obesità con metodologia farmacologica.
(Fab)

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