| “SONO LE NEWS, BELLEZZA!”: UN SAGGIO DI MICHELE MEZZA, SULLA INFORMAZIONE NELL’ ERA DI INTERNET |
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Un saggio ( Roma, 2011, pp. 188, €. 18,00 ) che cerca d’esplorare il più possibile la giungla dei cambiamenti epocali determinati, per l’informazione, dall’ incredibile evoluzione dell’informatica e dei social network. Ma lo fa pensando, più che ai rischi, alle potenzialità offerte da quest’ evoluzione al giornalismo del Terzo millennio. Se è vero, infatti, che il grande sviluppo di socialnetwork come Facebook, Twitter e Youtube, che sono anche grandi strumenti d’informazione, col diffondersi della mentalità del “Siamo tutti giornalisti”, pone indubbi problemi al giornalismo di cronaca, è altrettanto vero che proprio questi fenomeni offrono forti possibilità di sviluppo al giornalismo d’approfondimento e d’inchiesta .“Da queste premesse – ha osservato Barbara Scaramucci, direttore di Teche RAI, nella presentazione del libro nella sede romana dell’ università “Ecampus” – muove la proposta di ristrutturazione industriale della RAI che Mezza fa nel libro. Mentre noi stiamo pensando a mettere insieme RAINews e Televideo, lui propone di cambiare l’ottica della RAI alle notizie stesse, puntando soprattutto al territorio“E’ la società che determina la tecnologia – s’ è chiesto, in ultimo, lo stesso Mezza, o è la tecnologia ( tesi marxiana, appunto ) a determinare il tipo di società? E chi negozia quest’enorme, epocale partita? E negli ultimi anni, l’avvento della Rete informatica ha sparigliato le carte e complicato ulteriormente la questione, esaltando, grazie ai socialnetwork, al tempo stesso ( fenomeno solo apparentemente contraddittorio) l’individualità e la comunità, col relativo senso di appartenenza degli utenti. Questo, poi, ha rivoluzionato anche la politica: pensiamo non solo all’elezione di Obama, che in gran parte si è decisa sulla Rete, ma anche alle elezioni politiche e amministrative italiane del 2008 e 2011, col successo di candidati prima sconosciuti, poi incredibilmente veicolati da Internet. Per non parlare del caso Wikileaks, con un uomo solo, Julian Assange, che sta letteralmente sfidando un Impero”. (Fabrizio Federici) |



Un saggio ( Roma, 2011, pp. 188, €. 18,00 ) che cerca d’esplorare il più possibile la giungla dei cambiamenti epocali determinati, per l’informazione, dall’ incredibile evoluzione dell’informatica e dei social network. Ma lo fa pensando, più che ai rischi, alle potenzialità offerte da quest’ evoluzione al giornalismo del Terzo millennio. Se è vero, infatti, che il grande sviluppo di socialnetwork come Facebook, Twitter e Youtube, che sono anche grandi strumenti d’informazione, col diffondersi della mentalità del “Siamo tutti giornalisti”, pone indubbi problemi al giornalismo di cronaca, è altrettanto vero che proprio questi fenomeni offrono forti possibilità di sviluppo al giornalismo d’approfondimento e d’inchiesta .“Da queste premesse – ha osservato Barbara Scaramucci, direttore di Teche RAI, nella presentazione del libro nella sede romana dell’ università “Ecampus” – muove la proposta di ristrutturazione industriale della RAI che Mezza fa nel libro. Mentre noi stiamo pensando a mettere insieme RAINews e Televideo, lui propone di cambiare l’ottica della RAI alle notizie stesse, puntando soprattutto al territorio


