| IL BARACCONE CHIUDE PER FERIE MA LA CRISI NON VA IN VACANZA |
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Nella brutta situazione c’è la responsabilità primaria della pasticciata maggioranza ed in particolare del suo capo. Ha avuto non poche occasioni per dimostrare il suo reale raccordo con gli italiani in difficoltà e le ha lasciate cadere tutte, in preda com’è alle continue convulsioni che lo paralizzano. L’ultimo ricordo temporale che avremo di questa pre-pausa estiva riguarderà la presenza a Monza di una mezza dozzina di governanti, ministri e sottosegretari, compresa l’animalista titolare del Turismo, impegnati a celebrare la vigilia del trasloco da Roma di qualche mobile con relativi funzionari ministeriali all’insegna dell’ennesimo bluff leghista, un sorta di spezzatino di alcuni dicasteri, già di per se ingombranti e improduttivi nella capitale. Il resto seguirà il consueto copione. La Lega di Bossi e Bobo che plaude e fischia, protesta e accarezza il cavaliere, non sa bene cosa vuole ma lo vuole subito e per intero. Il PDL sempre più diviso in bande da quattro soldi e alle prese con uno stillicidio di avvisi di garanzia, di arresti, domiciliari e non e di sputtanamenti vari. I giornali della destra parafascista danno una mano ai ricchi confratelli di centro sinistra di Milano, Roma e Torino, democratici, onesti tanto al chilo e obiettivi come solo loro sanno essere. In questo bailamme cerca di ergersi al di sopra delle macerie il Capo, il Fondatore, il Grandissimo. Cerca, ma in realtà non ci riesce, almeno in questi ultimi tempi. Dopo anni di strafottenza l’on. Berlusconi fa il serioso, il responsabile e continua a dettare proclami con tanto di scadenze e assicurazioni. D’altronde alcuni suoi seguaci illustri, dal geniale Galan alla eticamente perfetta Moratti sparano nel mucchio, segno evidente di confusione profonda.Sul lato opposto dello schieramento parlamentare si vivono notti non meno agitate. Esiste una questione morale che investe centro e periferia e che la prepotenza inquisitoria della Bindi, del Cinese o del cappuccetto rosso Veltroni non fa che surriscaldare. Il PD altro non è che il proseguimento della vita e della storia del PCI, quello dei finanziamenti sovietici , della cassaforte di Secchia- Seniga e del gioco al rialzo per i costi della politica. Il prezzemolino aggiuntivo della parte più clericale della sinistra democristiana non ha mutato l’intingolo originale. Vige ancora, nella caserma di Bersani, il vecchio assioma dell’innocenza da dimostrare, assioma contrastante con la regola democratica della colpevolezza da provare, senza se e senza ma. Allo stato degli atti nessuno può con sicurezza dividere gli innocenti dai colpevoli. Ma che i padroni della politica di oggi emettano le sentenze secondo le loro convenienze è un fatto. Per Berlusconi sono tutti e sempre innocenti per le opposizioni gli inquisiti sono sempre, o quasi, colpevoli. Quel che accade nell’orticello dl sedicente Terzo Polo potrebbe regalare qualche sprazzo di allegria e di ottimismo. Ma quando il trio Capinera – da non confondersi con il più celebre Trio Lescano – appare davanti ad un microfono l’ottimismi si rivela per ciò che è: un inganno. Che un doroteo di annata racconti le cose imparate da ragazzino o che l’ex giovane adepto di Pannella ci insegni a vivere, passi, ma che a impartire lezioni di democrazia, di buon governo, e di etica ci sia pure lui, l’ex missino dell’altro secolo, è decisamente troppo. Del molisano dell’IDV o del presidente della regione Puglia non mette conto parlare. Attendono e sperano che torni alla luce il banchetto ‘progressista’ e che la festa riprenda. Con la pausa estiva avremo qualche giorno per dimenticare la situazione Ma, purtroppo, il collasso politico, economico e morale non si fermerà. E la crisi si aggraverà. Grazie anche alla genialità dell’attuale classe dirigente: presuntuosa e al di sotto di ogni immaginabile mediocrità. Non mi piace scrivere queste parole . ma la realtà è quella che è . E nessuno la può più occultare. (Gian Aldo Arnaud)
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Nella brutta situazione c’è la responsabilità primaria della pasticciata maggioranza ed in particolare del suo capo. Ha avuto non poche occasioni per dimostrare il suo reale raccordo con gli italiani in difficoltà e le ha lasciate cadere tutte, in preda com’è alle continue convulsioni che lo paralizzano. L’ultimo ricordo temporale che avremo di questa pre-pausa estiva riguarderà la presenza a Monza di una mezza dozzina di governanti, ministri e sottosegretari, compresa l’animalista titolare del Turismo, impegnati a celebrare la vigilia del trasloco da Roma di qualche mobile con relativi funzionari ministeriali all’insegna dell’ennesimo bluff leghista, un sorta di spezzatino di alcuni dicasteri, già di per se ingombranti e improduttivi nella capitale. Il resto seguirà il consueto copione. La Lega di Bossi e Bobo che plaude e fischia, protesta e accarezza il cavaliere, non sa bene cosa vuole ma lo vuole subito e per intero. Il PDL sempre più diviso in bande da quattro soldi e alle prese con uno stillicidio di avvisi di garanzia, di arresti, domiciliari e non e di sputtanamenti vari. I giornali della destra parafascista danno una mano ai ricchi confratelli di centro sinistra di Milano, Roma e Torino, democratici, onesti tanto al chilo e obiettivi come solo loro sanno essere. In questo bailamme cerca di ergersi al di sopra delle macerie il Capo, il Fondatore, il Grandissimo. Cerca, ma in realtà non ci riesce, almeno in questi ultimi tempi. Dopo anni di strafottenza l’on. Berlusconi fa il serioso, il responsabile e continua a dettare proclami con tanto di scadenze e assicurazioni. D’altronde alcuni suoi seguaci illustri, dal geniale Galan alla eticamente perfetta Moratti sparano nel mucchio, segno evidente di confusione profonda.


