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SI PENSA DI RIDURRE I ‘TRIBUNALINI’. MA FINIRA’ COME LE PROVINCE? PDF Stampa E-mail

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Roma, 1 settembre’11 (Fuoritutto) Rifatta la manovra, si attendono gli ulteriori emendamenti. Tra quelli di maggior interesse, spicca il riordino del sistema delle sedi giudiziarie. Il progetto di massima prevede il taglio e l’accorpamento di piccole procure, i “tribunalini” con meno di 15 giudici, delle sezioni distaccate di tribunali, degli uffici non circondariali dei giudici di pace, l’innalzamento da un anno a un anno e sei mesi delle cosiddette misure “svuota - carceri”, vale a dire la possibilità per i condannati in via definitiva di scontare i restanti 18 mesi di pena non in carcere ma in detenzione domiciliare.
I tecnici del ministero della Giustizia, infatti, sono al lavoro su una bozza di testo i cui capisaldi sono stati illustrati dal ministro della Giustizia, Nitto Francesco Palma, al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso di un colloquio al Quirinale, nei giorni scorsi.
La revisione delle circoscrizioni giudiziarie comporterebbe, secondo una stima del dicastero di Via Arenula, risparmi per circa 80 milioni di euro l’anno, il recupero di circa 5.700 dipendenti amministrativi da destinare ad altri uffici, di circa 500 magistrati (di cui poco meno di 150 requirenti) in servizio presso i “tribunalini” con meno di 15 giudici e le “procurine”, e di 996 toghe ora al lavoro in 220 sezioni distaccate di tribunale di cui si ipotizza una 'sforbiciata' che dovrebbe interessare anche 681 uffici non circondariali del giudici di pace.
Determinato a portare a casa una riforma sempre ostacolata da localismi e campanilismi, Nitto Palma ha già incassato sul punto il placet dell'Associazione nazionale magistrati e un sostanziale via libera dal Capo dello Stato. I problemi potrebbero sorgere però a livello politico, all’interno della stessa maggioranza. E l'altolà della Lega rischia di levarsi anche per una seconda misura allo studio dei tecnici del ministero della Giustizia con l’obiettivo di andare incontro alla sollecitazione di Napolitano in favore di condizioni più umane nelle sovraffollate carceri italiane: Nitto Palma vorrebbe proporre l'innalzamento a 18 mesi (dagli attuali 12) della cosiddetta “svuota - carceri”, la norma che a oggi ha consentito a 3000 persone di scontare la pena residua in detenzione domiciliare, dalla quale - ci tiene a ripetere il Guardasigilli - nessuno è evaso. Con sei mesi in più di bonus potrebbero beneficiarne altri 1.500-2000 detenuti. Resta da vedere se finirà in un emendamento alla manovra oppure in un ddl ad hoc.
L’emendamento allo studio sulla geografia giudiziaria sarebbe invece generico, per affidare al governo una revisione delle circoscrizioni, nel giro di 9-12 mesi, tenendo conto dei carichi di lavoro, delle incidenze geografiche, della presenza di criminalità organizzata, del numero dei reati e dei procedimenti pendenti.
Resta da capire, come detto, se questa ipotesi di ristrutturazione sarà osteggiata dai paladini dei localismi che come già accaduto per le province invocheranno “le intangibili peculiarità territoriali”.
(Gip)

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