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Categoria: Arte

apolidePiù di seimila salvagenti di plastica (6.500 per precisione) di ogni forma e colore invadono completamente la superficie di 3.500 metri quadrati della Piazza Grande di Locarno. Si tratta di Apolide, imponente e ambiziosa installazione dell’artista ticinese Oppy De Bernardo, realizzata con il patrocinio della Città di Locarno nella notte dal 30 al 31 marzo, grazie alla collaborazione di più di 120 persone e con l’ausilio di 18 km di corde.
Apolide sarà visibile al pubblico fino al 15 aprile e, dall’11 aprile, la cittadinanza, i bambini, e il pubblico in generale sono invitati in Piazza Grande a ritirare quanti salvagenti vorranno.
Oppy De Bernardo – artista da sempre interessato all’analisi dei processi comunicativi e ai limiti percettivi della realtà ordinaria – con un tentativo inedito prova a mettere in scena in modo astratto e teatrale quella che forse è una delle più grandi emergenze di questo tempo: la migrazione globale.
Un gesto empatico che porta divertimento e forse anche euforia e che ha il pregio di aprire un discorso sull’apolidia a partire da un punto di vista atipico e privilegiato, quello dell’arte.
Oppy De Bernardo – senza voler risolvere in un solo gesto una questione così complessa – mette in scena questa condizione in modo intangibile e plateale. La Piazza Grande di Locarno, cuore della città con i suoi portici armoniosi in stile lombardo su cui anticamente arrivava il Lago Maggiore, si trasforma in una grande isola "utopica" dove salvarci da noi stessi, un’isola dove l'essere umano
può salvarsi dall'essere umano stesso, dove non ci sono più confini, etnie, razze, colori e distinzioni.
Un’Isola che non c’è, surreale e felice
(com)

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