bes 2014 Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) e l’Istituto nazionale di statistica (Istat) hanno presentato la seconda edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile” (Bes 2014) che riprende l’analisi degli elementi fondanti del benessere e del progresso in Italia e nei suoi territori.
L’Italia , secondo il Rapporto, presenta condizioni di salute in miglioramento e livelli di speranza di vita tra i più elevati a livello internazionale (79,6 anni per gli uomini e 84,4 per le donne).
Sono ancora molto diffusi nella popolazione comportamenti che costituiscono rischi per la salute. L’eccesso di peso non accenna a diminuire - nel 2013 è in sovrappeso o obeso il 44,1% delle persone di 18 anni e più - così come la sedentarietà, che riguarda una consistente quota di popolazione (41,3% delle persone di 14 anni e più).
L’abitudine al fumo e la diffusione di comportamenti a rischio nel consumo di alcol confermano un trend in diminuzione negli ultimi anni. Permangono disuguaglianze territoriali e sociali. Nel Mezzogiorno, oltre ad una vita media più breve, si vive per più anni in peggiori condizioni di salute o con limitazioni nelle attività quotidiane. Inoltre, molti dei comportamenti a rischio sono più marcati tra le persone di bassa estrazione sociale.
Formazione in lieve miglioramento, ma crescono i Neet (ragazzi che non studiano e non lavorano) e diminuisce la partecipazione culturale
Cala l’occupazione, peggiora la qualità del lavoro, aumentano le disuguaglianze territoriali Le condizioni economiche delle famiglie non migliorano, nonostante deboli segnali positivi nel 2013
Si fa più affidamento a reti di sostegno, ma la partecipazione sociale è in calo e resta bassa la fiducia negli altri
Ci sono più donne e giovani nei luoghi decisionali economici e politici; scende l’età media dei parlamentari ma  resta alta la sfiducia nelle istituzioni
Negli ultimi anni, sono aumentati, rileva il Rapporto, i reati contro il patrimonio, in parte anche per effetto della crisi, mentre continuano a diminuire gli omicidi, come emerge dai dati delle denunce dei cittadini alle Forze dell’ordine e dall’attività investigativa delle Forze di polizia. Tra i reati denunciati sono, in particolare, i furti in abitazione ad avere avuto un’impennata nel 2012, con un aumento di quasi il 40% rispetto al 2010. L’incremento riguarda tutte le ripartizioni: il 61% in più nel biennio nel Nord-est, il 42% nel Mezzogiorno (con un picco del 52% nelle Isole), il 31% nel Centro e il 30% nel Nord-ovest. Anche gli scippi e i borseggi denunciati sono in crescita, rispettivamente del 40,5% e del 28,6%.
Per l’Italia, che dispone di una ricchezza straordinaria di beni ambientali, territoriali e paesaggistici, il legame benessere-ambiente è ancora più evidente. Sotto l’impulso delle normative comunitarie, il nostro Paese ha compiuto - conclude il Rapporto - molti passi avanti per la tutela dell’ambiente. Tuttavia gli indicatori presi a riferimento mostrano che l’Italia ancora patisce evidenti difficoltà, dovute in gran parte alla carenza di armonizzazione dei sistemi di governance locali e alla mancanza di continuità nella gestione delle politiche. Nel corso dell’ultimo anno emergono segnali contraddittori. Migliora, anche se lievemente, la qualità dell’aria e diminuisce (da 59 a 52) il numero di comuni che ne denunciano l’allerta per la salute umana superando il valore limite previsto per il particolato PM10 per più di 35 giorni l’anno. Cresce, anche se di poco, la disponibilità di verde urbano nei comuni capoluogo di provincia.
(Nic)

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