o2 informazioneInformazione nel mirino, e' proprio il caso di dirlo. Nel mondo, ma anche in Italia, e' rischioso riferire fatti sgraditi al potere. Nel  mondo sono stati uccisi 800 giornalisti, e da noi 30 vivono sotto scorta.  Sono alcuni dei dati diffusi da Ossigeno  per l'informazione , il cui conteggio delle vittime italiane della violazione della libertà di stampa -intimidazioni, minacce, abusi nei confronti di cronisti, blogger e altri operatori dell'informazione- a partire dal 2006, ha raggiunto quota 2982. Si va dalle aggressioni fisiche ai danneggiamenti, dagli avvertimenti alle denunce e azioni legali. Solo nei primi 6 mesi di quest'anno sono stati 221 gli episodi di intimidazione, con lettere e minacce di morte, telefonate minatorie, insulti, querele per diffamazione, aggressioni, citazioni in giudizio e persino in un caso con esplosivo.
In particolare ci sono i giornalisti minacciati dalle mafie, una situazione su cui una  risoluzione a prima firma Rosy Bindi  presentata alla Camera  e approvata dall'assemblea sollecita il governo  a prendere ogni utile inziativa. E il ministero dell'Interno, in riferimento proprio a questa risoluzione, conferma come "i tentativi di intimidazione nei confronti dei giornalisti continuano ad esser di attualità", puntualizzando che questi eventi si verificano sopratutto al sud" a riprova che si tratta di intimidazioni connesse alla pervasiva presenza della criminalità mafiosa che non gradisce i riflettori dell'informazione ".
"La protezone dei gionalisti costituisce una priorità nella pianificazione dei servizi di polizia nei piani di cntrollo del territorio", assicura ancora il Viminale. E sempre con riferimento alla condizione dei cronisti  minacciati dalle mafie, conferma che "risultano attivati 9 dispositivi tutori nei confronti di altrettanti giornalisti".
(sbo)

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