piervincenzi"Noi, il sindacato dei giornalisti del Lazio, da quattro anni cerchiamo di spiegare al mondo, alle istituzioni almeno del Lazio, cioè alla Regione, ai Prefetti, alla magistratura, alle forze di polizia che quello del cronista a Roma e nelle province è un “mestiere pericoloso”. Lo dicono i numeri raccolti da un organismo autorevole e indipendente qual è Ossigeno (l'Osservatorio sullo stato dell' informazione promosso congiuntamente da FNSI e Ordine dei Giornalisti, N. d. R.) che a sua volta si basa su fonti ufficiali come il Ministero di Giustizia e la Commissione Parlamentare antimafia". Così  si esprime Graziella Di Mambro, coordinatrice della Macroarea Articolo 21 di Stampa Romana. E prosegue:  "Il Lazio da quattro anni detiene la maglia nera nella speciale e poco nobile classifica delle minacce ai giornalisti. L’ultimo aggiornamento segna quota 112 su 321 casi da gennaio a ottobre 2017. Abbiamo superato regioni considerate ad alto rischio come la  Sicilia, con 40 casi, e la Campania, con 39. Siamo oltre quota 103 totalizzata lo scorso anno. I 112 casi sono così suddivisi: 50 denunce ed azioni legali, 42 avvertimenti, 11 ostacoli all’informazione, 8 aggressioni fisiche, un danneggiamento. Da quasi due anni la Macroarea Articolo 21 di Stampa Romana e tutto il sindacato dei giornalisti del Lazio cercano di far comprendere la gravità di questo dato alle istituzioni. Abbiamo sollevato la questione dell’accesso alle fonti, abbiamo sollecitato un fondo di garanzia condiviso da Ordine e Federazione, vogliamo essere parte  civile nei processi per reati contro i giornalisti e certamente Asr ci sarà al processo contro Roberto Spada (autore della brutale  aggressione al reporter Piervincenzi a dOstia, N.d.R.), qualunque sia l’imputazione di cui dovrà rispondere, perché crediamo che la violenza contro il collega Daniele Piervincenzi sia stata una violenza contro tutti i cronisti del Lazio. Anzi quell’aggressione ha ferito a morte il giornalismo e la democrazia. E forse ci vorrebbe un minuto di silenzio nelle nostre prossime iniziative".
"Fuoritutto" non può che condividere l' appello di Stampa Romana alle istituzioni perchè affrontino seriamente il problema della criminalità "mafioso-zingaresca" sul litorale romano, con le sue possibili, inquietanti connessioni con la politica. Se concordiamo col ministro dell'Interno Minniti, che ha definito l'arresto di Spada la conferma che in Italia non possono esistere "zone franche", a maggior ragione considerando che la zona in questione è quella dove tra pochi giorni si devono tenere regolari elezioni democratiche, sappiamo bene però che il problema non si risolve solo con arresti e condanne. Di infiltrazioni (e affiliazioni) mafiose ad Ostia (come, incredibilmente, all'Università di Tor Vergata) si parla ormai da trent'anni.
(F.Fed)    

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