leninIl 7 novembre 1917, esattamente un secolo fa, a Pietrogrado, con un vero e proprio "golpe rosso", i "rivoluzionari di professione" di Lenin, nuovi giacobini, col pretesto di realizzare le idee di Karl Marx (e aiutati, purtroppo, dai gravi errori del governo di Kerensky , andato al potere con la rivoluzione democratica del marzo precedente, andavano al potere. E, mentre da parte di molti degli stessi marxisti occidentali (vedi anzitutto Karl Kautsky e Rosa Luxemburg) fioccavano le critiche per la pretesa bolscevica di realizzare il comunismo in un Paese arretratissimo, la Russia entrava gradualmente nella lunga notte del totalitarismo che Stalin avrebbe portato alle estreme conseguenze.
Correggendo il gravissimo errore di politica economica iniziale, cioè voler realizzare immediatamente il comunismo proprio nel caos del 1918-20 in cui nel Paese infuriava la guerra civile tra bolscevichi e sostenitori dello zarismo, e avviando anche in Russia uno sviluppo capitalistico moderno iniziando una massiccia industrializzazione, bloccò ferocemente, nel contempo, qualsiasi democratizzazione, reprimendo qualsiasi opposizione, anche interna al partito, realizzando un regime che definire dittatura è un eufemismo, raggiungendo e sorpassando le nefandezze del nazismo e alimentando, in tutto il mondo, una cultura di sinistra falsamente rivoluzionaria che, nel tempo, ha danneggiato soprattutto proprio la sinistra vera, quella socialista democratica e radicale.
Piaccia o meno, questa è la verità. Ad attestarla dolorosamente,stanno anzitutto i milioni di morti dei regimi comunisti (vedi, per un'analisi approfondita, "Il libro nero del comunismo" realizzato, nel 1997-'98, dal gruppo di studiosi riuniti intorno allo storico francese Francois Furet).
Del resto in qusti giorni a Mosca, imbarazzati portavoce di Putin, hanno detto chiaramente che non c'è nulla da festeggiare, mentre è stato giustamente ricordato un altro 7 novembre. Quello del '41, quando i soldati dell' Armata Rossa, reduci dalle celebrazioni appunto dell'"Ottobre bolscevico", da Mosca andarono direttamente al vicino fronte, per contrastare i nazisti, giunti a pochi chilometri dalla capitale.     
(F.Fed)

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