controlli fiscaliLa Corte dei Conti ci rende edotti che i controlli fiscali – attivati dalla Agenzia delle entrate – sulla massa delle dichiarazioni dei redditi, hanno subito, nel periodo 2012 2016, una flessione rilevantissima, pari al 80/%. Non deve quindi sorprendere che, proporzionalmente, sia calata l’entità dei ricuperi, che da un ammontare di un miliardo e duecento milioni (1.200 milioni) di euro, il recupero dell’ultimo anno è sceso a soli 178 milioni di euro.
Non risultando che tale minor gettito delle verifiche effettuate dall’Agenzia delle Entrate sia addebitabile ad una diminuzione del personale e/o ad una imprevista caduta di efficienza, si pone di necessità una interpretazione che superi l’apparente irragionevolezza gestionale dell’Agenzia delle Entrate identificabile in una perdita calcolabile, nel periodo succitato, in oltre un miliardo di euro.
Esclusa l’ipotesi di un miglioramento dei comportamenti, fiscalmente non fedeli, dei contribuenti (fatto contraddetto da ogni rilevazione statistica) non appare altra spiegazione che una scelta gestionale di natura politica, più precisamente elettorale.
Una strategia politica che si basa sulla ampiezza dell’evasione tributaria, sulla sua capillarità in tutto il territorio e sulla imputabilità alle, numericamente rilevanti, categorie notoriamente dotate di reddito di elevato e variabile livello, cioè professionisti, commercianti, atleti, artisti famosi…
Il minor controllo, e la sua pubblica presa d’atto, è una strizzatina d’occhio a tutti i coloro che, parzialmente sensibili alla coscienza sociale, sanno percepire l’atto di benevolenza delle politiche governative ed il suo sottomesso messaggio.
In pratica uno scambio silente di reciproci interessi: un minor numero di controlli rassicura l’evasore e lo induce a votare per riconfermare il Governo.
Una strada, forse un po’ troppo astuta, che coniuga l’abusato slogan “ Meno tasse” con quello illustrato e speculare che suona “Meno controlli”, per penetrare, in modo tacito e carezzevole, nell’immaginario collettivo del popolo evasore.
(Sorti)

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