banca itL’apertura di un fascicolo di indagine della Procura romana su Bankitalia, atto dovuto e conseguente all’insidioso memoriale di un dirigente bancario licenziato dalla Bim (società finanziaria del gruppo “Veneto banca”), ha suscitato nella carta stampata reazioni di merito assai più blande del logicamente presumibile (ad eccezione de “Il Fatto Quotidiano”, primo a darne notizia) .
Le gravi contestazioni contenute nel memoriale di Pietro D’Aguì, nome del dirigente suddetto, nelle interpretazioni giornalisticamente prevalenti, ad onta del loro carattere penale, vengono, forse strumentalmente, collocate nella contesa per la successione del mandato di Governatore di Bankitalia, in scadenza naturale alla fine d’ottobre.
Eppure dal memoriale emergono, su base documentale, elementi connessi a scelte gestionali di Ignazio Visco, l’attuale Governatore, sufficienti a sottolineare l’ampiezza di poteri di cui nell’universo bancario può godere Bankitalia, e per essa il Governatore, Ignazio Visco.
Facoltà che era quasi naturale dare per scontata, se lo stesso Visco, in vicende bancarie precedenti, non avesse giustificato la scarsa tempestività di intervento di Bankitalia, per l’inadeguatezza di poteri in capo alla medesima (fra cui appunto l’omessa facoltà di interventi drastici come il licenziamento).
Sorprende aggiuntivamente che l’elemento peculiare particolarmente attraente nel riferirne ai lettori, sia stato ravvisato dai cronisti, invece che nel dante causa Pietro D’Aguì, nell’avvocato che lo assiste, Michele Gentiloni, non tanto per la sua notorietà professionale, ma per essere cugino diretto di Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio in carica.
Tale circostanza e la realistica supposizione che il Presidente del Consiglio, non possa non essere stato informato da tempo della predisposizione del memoriale contro Bankitalia, ha suscitato una rosa di ipotesi relative alla probabilità che gli appoggi, in primis del Presidente della repubblica (su cui Visco, attuale governatore, presumibilmente baserebbe la sua riconferma) possano risultare più o meno fortemente attenuati.
Ciò che conforta assai poco, a parte la contesa per la nomina del Governatore, sta nel constatare che l’adagio tradizionale dell’immaginario pubblico, sull’altissimo livello di moralità e competenza di Bankitalia, può far presa solo nella coscienza dei non informati.
A prescindere infatti dalla vicenda del Memoriale, qui molto concisamente riportata, troppi sono ormai gli esempi di discutibile responsabilità e competenza di Bankitalia, ed in particolare del suo organo operativo della leggendaria “Vigilanza”, in molte fasi decisive della storia dell’economia italiana anche recenti e di cui il settimanale “l’Espresso” ha fornito ampio estratto documentale nel numero dello scorso 6 agosto.
(Sorti)

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