fiducia consum 2805A settembre 2017 l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta in misura consistente, passando  da 111,2 a 115,5 e tornando ad allinearsi sui livelli del primo trimestre 2016; anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese  sale da 107,1 a 108,0 confermando la dinamica positiva rilevata nei mesi precedenti.Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in aumento seppur con intensità diverse: la componente economica e quella futura aumentano marcatamente mentre l’incremento è più contenuto per la componente personale e per quella corrente. Lo rende noto l’Istat.
Più in dettaglio, emerge un deciso aumento del saldo sia dei giudizi sia delle aspettative sulla situazione economica del Paese nonché un forte ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione; il saldo relativo all’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli registra un marcato incremento. Infine, aumenta il numero degli interpellati che ritiene possibile risparmiare in futuro (orizzonte temporale: 12 mesi). Con riferimento alle imprese, nel mese di settembre si segnala un aumento del clima di fiducia in tutti i settori ad eccezione dei servizi. In particolare, il clima di fiducia migliora nel settore manifatturiero, in quello delle costruzioni e nel commercio al dettaglio (i climi passano, rispettivamente, da 108,5 a 110,4, da 128,4 a 132,1 e da 105,3 a 108,8); nei servizi l’indice rimane invariato rispetto al mese precedente (a quota 107,0).
Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, l’aumento dell’indice è dovuto essenzialmente ad un deciso miglioramento dei giudizi sul livello degli ordini in presenza di una stabilità delle attese sulla produzione e di un lieve aumento del saldo relativo alle scorte di magazzino. Anche nel settore delle costruzioni, l’incremento dell’indice è trainato da un significativo miglioramento dei giudizi sugli ordini mentre le aspettative sull’occupazione presso l’impresa diminuiscono.Nei servizi, peggiorano sia le aspettative sugli ordini sia i giudizi sull’andamento degli affari; invece, i giudizi sugli ordini registrano un miglioramento.
Nel commercio al dettaglio si registra una lieve diminuzione del saldo relativo alle vendite correnti mentre aumentano le aspettative sulle vendite future; le scorte di magazzino sono giudicate in decumulo rispetto al mese scorso.
(red)

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