romania dimostrazioni(AF – RP) - Dopo la morte, venerdì scorso, in un locale di Bucarest di 32 persone ed il ferimento di altre centinaia, tutti giovani che assistevamo ad un concerto al "Colectiv Club", in molte città romene, dalla Capitale a Sibiu, da Timisoara a Cluj, a Alba Julia da giorni si sono inscenate pacifiche dimostrazioni di protesta – tutte animate da ragazzi - che hanno coinvolto decine di migliaia di persone, provocando la caduta del discusso Primo ministro social democratico Victor Ponta.

Il Presidente della Repubblica, con fama di “moralizzatore”, il conservatore Klaus Iohannis, eletto con voto popolare quasi un anno fa contro lo stesso Ponta - rimasto poi Premier -, ha intanto nominato come Primo ministro ad interim l’attuale titolare del Ministero dell’Istruzione, l’indipendente Sorin Cimpeanu, professore e Presidente del Consiglio dei Rettori Universitari, che sarà in carica fino alla formazione del nuovo esecutivo. Ponta, in realtà, aveva proposto il suo Ministro della Difesa, Mircea Dusa, ma Iohannis ha preferito un’altra figura in questo momento di crisi.
Il Capo dello Stato ha così avviato le consultazioni con i partiti per la nomina del nuovo Premier ma innovando nella procedura: Iohannis ha annunciato infatti che inviterà e riceverà anche delegazioni della “società civile” e degli stessi manifestanti.

L’oramai ex Primo ministro navigava in condizioni tempestose, avebdo deluso ampie fasce d'elettorato. Dopo l'ampia vittoria alle Parlamentari del 2012, poi rovesciata con la sconfitta alle Presidenziali 2014, Ponta è riuscito a resistere fino allo stremo a restare in carica nonostante le dure critiche per le sue vicende personali, anche se già a luglio aveva intanto dovuto lasciare la leadership del Psd, passata lo scorso mese a Liviu Dragnea.
Pur superando un voto di sfiducia in Parlamento - dove dominano i suoi social democratici ed i partners governativi minori -, Ponta era infatti da tempo sotto un'enorme pressione per le clamorose e numerose inchieste per corruzione, evasione fiscale, riciclaggio e conflitto di interessi professionali, che hanno coinvolto lui stesso ed ancor più in precedenza suoi stretti familiari, a partire dalla madre, alcuni dei quali inquisiti. Peraltro la corruttela è al centro del dibattito per gli scandali a ripetizione che dominano la vita pubblica romena, di cui si occupa con particolare attenzione, negli ultimi anni, la locale Autorità anticorruzione.

L’ondata di proteste giovanili di questi giorni, nonostante le sue ultime resistenze, hanno però chiuso i tre anni di governo di Ponta. Oltre alla richiesta di far luce sulle cause della sciagura - sembra provocata da fuochi d’artificio durante il concerto del gruppo musicale “Goodbye to gravity” (alcuni membri della stessa band sono deceduti) -, e le mancate condizioni di sicurezza nell’ex fabbrica trasformata nel “Collectiv Club”, i moltissimi ragazzi scesi in strada in questi giorni - l'ultima sera oltre 30.000 persone nella sola Bucarest tra Piazza dell'Università e la sede dell'esecutivo - avevano infatti lanciato slogan contro la classe politica e la scandalosa corruzione, e reclamato innanzitutto le dimissioni di Ponta e del Ministro dell’Interno Oprea, invitando a manifestare anche nei giorni seguenti.

Di fronte alla tragedia i giovani spontaneamente hanno lanciato una piattaforma in vari punti, diffusa sui social network, chiamando i cittadini a scendere in strada, oltre che per chiedere chiarezza e giustizia, per l’adozione di norme severe sulle condizioni di sicurezza nei locali pubblici, contro le licenze troppo facilmente concesse, chiedendo nuovi fondi per le strutture impegnate contro le sciagure naturali e non, ed a favore del rafforzamento del corpo dei pompieri.
(RoPag)

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn