Roma, 13 maggio ’10 (Fuoritutto)Sarà presentato a Napoli venerdì 14 maggio il libro di Antonio Landolfi “Giacomo Mancini. Biografia politica” edito da Rubbettino. Alle 17 nella Saletta Rossa della libreria Guida in Via Port’Alba alla presenza dell’autore del libro, e dopo un’introduzione di Filippo Caria, ne parleranno Antonio Caldoro, Gerardo Ragone, Enrico Manca e Giuseppe Averardi.
La biografia dell’autorevole uomo politico scritta dal nostro direttore Antonio Landolfi attraversa tante fasi della vita nazionale del 900. Dalla nascita del socialismo in Calabria, di cui il padre fu tra i fondatori (anch’egli parlamentare e ministro ed alla cui scuola Giacomo Mancini iniziò la sua formazione culturale e politica) all’esperienza nella Resistenza a Roma, alle iniziali esperienze di partito in Calabria, all’ascesa politica nella dirigenza del PSI, alla significativa attività di ministro nell’esperienza del centro-sinistra come Ministro della Sanità, dei Lavori Pubblici e del Mezzogiorno in cui mostrò capacità realizzatrici che lasciarono un’impronta come è stato sottolineato numerose volte da esperti di quei settori.
Come uomo di governo la sua attività si qualificò per il suo impegno meridionalistico e non solo a favore della sua regione ma anche per il suo intransigente garantismo democratico che espresse anche nella sua attività di parlamentare e dirigente di partito. Proverbiali furono le sue battaglie sulle deviazioni dei ‘’corpi separati’’ dello stato, contro le deviazioni dei servizi segreti nazionali ed internazionali.
In questa biografia vengono ricordate molte delle iniziative assunte da Mancini in difesa dei diritti dei cittadini e interventi sui vari casi di mala giustizia a cominciare dal ‘’caso Tortora’’che gli procurarono ostilità e ritorsioni anche da parte di ambienti giudiziari che egli criticava, tanto che tra i tanti casi di questo tipo ci fu anche un ‘’caso Mancini’’ che accompagnarono varie fasi della sua vita pubblica. La biografia di Landolfi pone in evidenza anche aspetti meno risaputi della personalità del leader socialista. Come le tante iniziative da lui promosse nel campo della cultura e dell’editoria: riviste, periodici, un quotidiano, una prestigiosa casa editrice di avanguardia ed il Premio Sila che per oltre quaranta anni ha assunto una valenza nazionale.
Viene in evidenza anche la convinta partecipazione di Mancini alle vicende del socialismo europeo testimoniato dalla sua collaborazione con Mitterand ed il suo appoggio ai socialisti greci, portoghesi e spagnoli in esilio al tempo della dittatura nei loro Paesi. Significativa fu la sua battaglia sempre in difesa del diritto all’esistenza dello Stato d’Israele.
Uno dei motivi di maggiore interesse per i lettori sarà la ricostruzione che nel libro viene fatta della contrapposizione tra Mancini e Craxi dalla fine degli anni settanta alla crisi del Partito Socialista.
(Min)

 

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