legge elettorale 2810Renzi e Berlusconi insieme alla Lega hanno dato vita con un sempre più inutile Alfano ad una legge elettorale che costituisce un duro colpo alla democrazia e pone le basi per un controllo sempre più marcato dei partiti o sedicenti tali , sarebbe meglio parlare di lobby, rendendo inutile la partecipazione dei cittadini nella  scelta dei parlamentari.
Le preferenze le faranno i vertici dei singoli partiti che metteranno i loro uomini e donne fidati nei vari listini sotto il candidato del collegio uninominale ovviamente anch’esso scelto da loro.
Una legge elettorale quindi da brivido e che fa rimpiangere quelle passate ma che soprattutto mette in evidenza una volontà da fascistelli della nuova generazione politica che ha fatto intervenire con accenni molto critici due personalità che non sono certo note per il loro estremismo : Giorgio Napolitano e Mario Monti.
Del resto che si stava procedendo senza il minimo rispetto per la democrazia è stato dimostrato dal ricorso ai voti di fiducia e dalle dimissioni del presidente del Senato Pietro Grasso dal Pd.
Il Rosatellum bis, figlio di una prima versione del giugno scorso che non aveva superato il vaglio del parlamento e messo a punto dal capogruppo del Pd a Montecitorio Ettore Rosato,  potrebbe rivelarsi  comunque dannoso per i partiti che lo hanno caldeggiato.
Renzi e Berlusconi pensano di poterne trarre vantaggio a scapito dei grillini ma non è detto che gli elettori vogliano premiare personaggi che hanno dimostrato soltanto la loro brama di potere accantonando le questioni serie del paese.
Nel dibattito parlamentare è emerso come non esista una maggioranza politica concreta ma solo virtuale e si va avanti con l’appoggio di questo o di quel dirigente a seconda delle circostanze e dei singoli interessi di parte. E cosi i leghisti al di la di quello che dice Salvini che parla di libertà per i cittadini nello scegliere i propri governanti poi si otturano il naso e votano la leggedei loro odiati nemici Renzi e Alfano. C’è poi l’ingombrante presenza, per il PD, di Verdini e dei suoi amici a cominciare d quel  Lucio Barani legatissimo a suo tempo al leader socialista Craxi che pare abbia dimenticato la sua lezione in materia elettorale.
A ben vedere Grillo, Bersani, Meloni sono stati i più coerenti e non è da escludere che gli elettori  la prossima primavera gli diano un sostegno.
Un primo esame su come giudicano i partiti gli italiani si avrà tra una decina di giorni in Sicilia. Stando ai sondaggi il duo Renzi - Gentiloni  potrebbe subire una sconfitta. I rapporti all’interno del PD del resto non sono idilliaci e ci sono divisioni come dimostrano i diversi ’pensieri’ del segretario del PD e del Presidente del Consiglio sul governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.
(MIn)

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