grasso senato"Io non sono mai fuggito dalla politica. La politica è una malattia da cui non si guarisce. Torno, anche se resto in seconda linea". Lo ha dichiarato l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola rispondendo ad una domanda del direttore del TgNorba Enzo Magistà nel corso del programma “Il Graffio” di Telenorba.
Sul suo successore alla Regione Puglia Vendola ha detto di sentire "una delusione molto grande per quello che avrebbe potuto essere e non è". "Io auguravo al mio successore di essere veramente in grado, come aveva annunciato nella lunghissima campagna elettorale, di fare molto meglio di come avessimo fatto noi”, ha proseguito Vendola. "Devo dire che l’impressione invece è di una regione in affanno, stanca, senza un’idea di cosa sia il governo, senza un’idea della Puglia. Io ho auspicato che Emiliano facesse bene il governatore, oggi sono disilluso come molti pugliesi. La primavera pugliese si è trasformata in un inverno".
Quanto alle prospettive politiche nazionali Vendola osserva ."Renzi e Berlusconi hanno fatto un accordo che è vantaggioso soprattutto per Berlusconi. La legge elettorale è una truffa, fatta contravvenendo a quanto previsto dalla Costituzione Italiana e violando quanto dispone il Consiglio d’Europa circa la tempistica. Il futuro saranno le larghe intese, il Patto del Nazareno 2, Renzi e Berlusconi insieme al governo del Paese”. Ma c’è la possibilità di un centrosinistra unito, gli chiede ancora il direttore del TgNorba? "A me di fare un centrosinistra che è una sigla non mi interessa. Non mi accarezza l’idea di stare tutti insieme con quelli che hanno fatto il job acts, con quelli che hanno aumentato l’area della precarietà, con quelli che hanno fatto l’orrore delle Buona Scuola, con quelli che hanno fatto lo Sblocca Italia, che non consente ai territori di decidere del proprio futuro". Se la sinistra si unisse, ha aggiunto Vendola, “può nascere un quarto polo decisivo. La leadership? Viene dopo, ma posso dire che Grasso è un ragazzo di sinistra che ha compiuto un atto di grande libertà separandosi dal Pd e dalla vergogna di quella legge elettorale”.
(Min)

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