musumeciPraticamente mezza Sicilia non si reca alle urne ma il fortissimo astensionismo non modifica le previsioni della vigilia di questa importante consultazione elettorale. Il centro destra unito e guidato da Nello Musumeci raccoglie il 40% e si assicura la presidenza  della regione staccando di 5 punti il grillino Giancarlo Cancellieri  che da solo con il suo movimento sI conferma comunque primo partito e maggior gruppo consiliare a  Palazzo dei Normanni (ben 19 ). Crollo del pd e del suo candidato Fabrizio Micari mentre Claudio Fava riporta in consiglio regionale la voce della sinistra da dove mancava da una decina di anni,superando lo sbarramento del 5%.
Piange un ministro importante , Angelino Alfano , che non riesce ad avere rappresentanti superato non solo ed era previsto dal suo ex amico Miccichè che riesce a riunire le forze di FI ma anche dall’Udc di Cesa che aveva intuito che la vittoria sarebbe andata al centro destra e non al centrosinistra.
La vittoria di Musumeci assume maggiore rilevanza perché potrà godere di un a maggioranza seppure risicata, un solo voto, 36 su 70, sufficiente però a farlo governare senza andare a chiedere voti a nessuno. Se la vittoria del centrodestra rispetto al centro sinistra era scontata non lo era l’uscita dalle urne di una maggioranza per l’ex presidente della provincia di Catania.
Intanto già cominciano a circolare voci sulla composizione del governo . Vice presidente dovrebbe essere Gaetano Armao, voluto da Berlusconi, mentre è sicura la presenza nell’esecutivo di Vittorio Sgarbi.
I grillini a cominciare da Di Maio esultano ed hanno ragione ma debbono valutare che non è detto che il brillante risultato ottenuto in Sicilia possa ripetersi nelle altre regioni italiane.  
I grillini sono stati i più favoriti dall’astensionismo gigantesco. Il loro movimento è quello che stranamente si avvicina di più ai vecchi partiti della prima repubblica. Hanno presenze stabili nei vari quartieri e paesi e sono compatti nell’andare a votare e sostenere le loro idee.
Il Pd paga un certo superficialismo messo in luce anche di fronte all’uscita dal partito di autorevoli personaggi  che hanno dato vita ad nuovo movimento . Certo le distanze tra i due partiti sono elevate ma il fatto che Fava in Sicilia ottenga oltre il 6% e dia rappresentanza in consiglio regionale da buone speranze a D’Alema e Bersani per le elezioni politiche della prossima primavera.
Ma che dice il capo del PD? Renzi continua, nonostante la batosta, a far finta di niente e ritiene che alla politiche le cose saranno diverse dimenticando quanto già accaduto con il referendum. Non si capisce se la sua sia una tattica per non far crescere gli oppositori intenti oppure faccia parte del suo modi di fare politica ignorando tutto e tutti e andando avanti per la propria strada
(Min)

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn