Vini e dintorni

Roma, 8 gennaio ’09 (Fuoritutto) Il brindisi d’addio al vecchio anno in Italia è stato fatto per l’85 % con bottiglie di vino spumante prodotte nella nostra nazione, non a caso chiamata enotria dall’antica popolazione greca, confermando così la previsione di crescita che si attesta al 2,1 % rispetto all’anno precedente, con un totale di circa 300 milioni di bottiglie vendute.
Il 2008 ha visto per la prima volta nella storia di questa categoria di vino italiano, il sorpasso delle esportazioni nei confronti del consumo locale. Il 74 % della nostra esportazione è stata assorbita dai paesi della Comunità Europea, portando così l’Italia a marcare da vicino la storica concorrente d’oltralpe, la cugina Francia con i suoi 180 milioni di bottiglie esportate nell’ultimo anno della sua produzione. I consumi pro-capite dei maggiori produttori europei di questo frizzante prodotto dell’enologia, rispecchiano anche la loro produzione: sei bottiglie in un anno consumate in Germania, ebbene si, sembra essere questa la nazione europea che produce più bottiglie di “bollicine”, ben 480 milioni, seguita dalla Francia con cinque bottiglie per abitante con una produzione totale di 435 milioni; l’Italia è solo terza per produzione ma è pari alla Spagna per consumi, tre bottiglie annue. La graduatoria della qualità la lasciamo fare a voi, potremmo essere di parte.
(Fab)
Milano, 18 dicembre ‘08 (Fuoritutto) In occasione della presentazione di una guida sugli spumanti italiani, la sala centrale del palazzo Mezzanotte a Milano - ex tempio della finanza italiana - ha ospitato (il 10 dicembre) un interessantissimo dibattito sul futuro delle “bollicine” italiane nel mondo.
I relatori: Annamaria Magro (vicedirettore Agrimercati), Carlo Alberto Panont (direttore consorzio Oltrepò pavese), Franco Adami (presidente consorzio prosecco Conegliano e Valdobbiadene), Riccardo Ricci Curbastro (presidente Federdoc), Fausto Peratoner (presidente Istituto Trento Doc), Ezio Maiolini (presidente consorzio Franciacorta) e Stefano Raimondi (responsabile linea vino, alcolici e bevande dell’I.C.E.) sollecitati e moderati dal dott. Francesco D’Agostino, curatore della guida, hanno esaminato la possibilità di riunirsi sotto un unico vessillo per promuovere l’eccellenza della spumantizzazione italiana.
Nel corso della tavola rotonda si sono evidenziate le differenti posizioni dei singoli esponenti volte a tutelare le caratteristiche dei consorzi rappresentati: tipologia dei vitigni (autoctoni o internazionali), metodologia di presa di spuma (rifermentazione in bottiglia o in autoclave), voglia di un’identità diversa dagli “spumanti” e ultima, ma di importanza rilevante, la fama della propria tipologia fuori dai confini nazionali.
Tutte doti dello “sparkling wine” (dicitura obbligatoria da riportare sull’etichetta dei nostri vini spumanti distribuiti fuori dell’Ue) che, associate all’eleganza e alla qualità che il made in Italy rappresenta nel mondo, potrebbero sconvolgere il blasonato panorama internazionale. Questa grande potenzialità è stata recepita da Franco Adami e valutata da Riccardo Ricci Curbastro, che, con l’esperienza di ex presidente del consorzio del Franciacorta, ritiene di demandare ai creativi del marketing la soluzione sulla possibilità di un accordo. Il seme è stato gettato, aspettiamo con trepidazione i frutti.
(Fad)