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Categoria: Vini e dintorni

olio palmaTra quelli alimentari, l’olio di palma è il più consumato al mondo, eppure spesso, leggendo le etichette degli alimenti, non lo trovavamo mai tra gli ingredienti, il nuovo regolamento entrato in vigore il tredici dicembre dello scorso anno, ne ha resa obbligatoria la sua menzione. Da quella data non si potrà più scrivere genericamente ‟oli e grassi vegetali”, ma sarà obbligatorio chiamarli con il loro nome.
Scopriamo le caratteristiche di alcuni oli vegetali e il loro migliore utilizzo partendo dall’olio di girasole: è prodotto con i semi di girasole e spesso è utilizzato per la produzione di margarine e maionesi, non è sconsigliato per le fritture perché ha alte concentrazioni di acido linoleico, se non se ne può fare a meno, meglio usarlo a crudo.
Quello di colza invece è ricco di acidi grassi saturi, ormai scientificamente acclarati come fattori di rischio per il nostro apparato cardiovascolare, ha lo svantaggio di contenere anche l’acido erucico, un acido grasso considerato tossico per la salute umana e, per buon peso, spesso è prodotto da coltivazioni OGM.
Per produrre l’olio di mais si parte dal germe, questo è adatto per l’utilizzo a crudo, ma, come quello di girasole, ha un alto contenuto di acido linoleico, quindi non è adatto per le fritture.
Cosa diversa è l’olio di arachidi che proviene dalla parte grassa dei semi di arachidi, questo forse è il più adatto per friggere, perché, oltre ad avere il gusto più gradevole tra quelli di semi, combatte il colesterolo LDL al pari dell’olio d’oliva. Anche quello di soia spesso è prodotto da coltivazioni OGM e proviene dagli scarti della materia prima; ha un alto contenuto di fitoestrogeni, e su questi si potrebbe aprire un ampio dibattito.
Abbiamo lasciato per ultimo il più utilizzato dalla grande industria: quello di palma. Per il suo basso costo, fu utilizzato inizialmente come lubrificante o per la produzione di sapone, ma questa sua caratteristica lo rese presto molto attraente per l’industria alimentare che pensò di utilizzarlo al posto del più costoso burro. Oggi oltre il novanta per cento delle merendine è prodotto con questo ingrediente che è utilizzato per realizzare anche molti altri alimenti, ma non è indicato per la nostra salute. Se raffinato, e spesso lo è, ha un’altissima percentuale di grassi saturi, responsabili della produzione del colesterolo LDL, per intenderci quello ‟cattivo”.
Come se non bastasse, per produrre l’enorme quantità necessaria all’industria, si stanno distruggendo intere foreste e con esse molte delle specie animali che vi abitano. Ma oggi ci si può difendere, basta leggere l’etichetta (ormai ne avrete a noia di questa raccomandazione) e preferire quei prodotti che non contengono questo ingrediente.
Per i biscotti viene in aiuto il sito de Il Fatto Alimentare, che pubblica una lista, in costante aggiornamento, di tutti quelli prodotti senza olio di palma. Volendo ci sarebbe anche un’altra soluzione: produrre in casa il pane, i biscotti, la maionese e tutto quello che è possibile realizzare e far tornare i bambini alla colazione fatta con pane e marmellata, magari anche questa prodotta in casa, sarebbe più gustosa e certamente più sana. Ma questa è un’altra storia!
(Fabio De Raffaele)

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