tiramisu Con il supplemento ordinario n. 41 della Gazzetta Ufficiale del 29 luglio scorso, la contesa tra Veneto e Friuli Venezia Giulia per paternità del “tiramisù” sembrava essere finita, ma non è così. Il tiramisù figura al numero 137 dei “prodotti agroalimentari definiti tradizionali” (Pat) attribuiti al Fvg dal Ministero delle Politiche agricole , quindi questo sembrava aver chiuso la partita, ma il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha deciso che non è così, perché ha minacciato il ricorso al Tar per far dichiarare nullo il decreto ministeriale.
A far andare su tutte le furie il Presidente veneto è stata una sua collega, Debora Serracchiani, che insieme al suo assessore alle Risorse Agricole Cristiano Shaurli, ha ottenuto miglior risultato nei confronti del Veneto. Ogni contendente ha nella sua faretra le proprie frecce: il Fvg asserisce che il dolce ormai famoso in tutto il mondo è nato negli anni ’50 del secolo scorso come “Tirimi sù” nel ristorante “Roma” di Tolmezzo, mentre la “bisiacca”, un semifreddo servito in coppa, era gustato nello stesso periodo dagli avventori della trattoria “Al Vetturini” di Pieris (Go), con il nome di “Coppa Vetturino Tìrime sù”.
Dalla barricata opposta asseriscono che la nascita in Veneto del dolce è certificata dal deposito in uno studio notarile della sua ricetta da parte della Delegazione di Treviso dell’Accademia della Cucina Italiana, che ne attribuisce la paternità ad Ada Campeol con l’aiuto dello chef Paolo Linguanotto del ristorante “Beccherie” di Treviso. Al probabile ricorso al Tar del Presidente Zaia l’Assessore Shaurli ha risposto in punta di fioretto: “Ricordo al Presidente Zaia che siamo generosi, come da disciplinare di tutela, il Prosecco (una frazione del Comune di Trieste n.d.r.) è nato e ha origine in Friuli, e senza quel nostro Comune nel Carso non sarebbe stata possibile nessuna denominazione di origine”. Non pago, ha rincarato la dose dicendo: “Se poi il nervosismo dovesse rimanere, invito il presidente del Veneto a venire a rilassarsi sulle nostre splendide montagne. Da Tarvisio a Sappada le opportunità non mancano”.
Infilando il coltello nella ferita aperta da Sappada, provincia di Belluno, dove i cittadini hanno votato da molto tempo un referendum per lasciare il Veneto ed essere annessi al Fvg, cosa che ancora oggi una vacatio legis impedisce loro.
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