vendemmia 18Come annuncia la Coldiretti: la vendemmia 2018 è iniziata, il taglio del primo grappolo è avvenuto in Franciacorta e il primato spetta all’azienda Faccoli. Le stime date dalla stessa fonte, vedono un aumento tra il dieci e il venti per cento sul risultato dello scorso anno, che con quaranta milioni di ettolitri è stata una delle peggiori del dopoguerra.
Le prime uve a essere raccolte sono quelle destinate agli spumanti, quindi pinot e chardonnay, poi si prosegue in settembre e ottobre con quelle a bacca rossa come sangiovese e montepulciano e nebbiolo, per arrivare sino ai primi di novembre per attendere la maturazione dell’aglianico e del nerello.
L’Italia è particolarmente ricca di varietà, oltre cinquecento sono quelle iscritte nel registro delle viti, nella regione enologica più famosa al mondo, la Francia, sono meno di duecentottanta. Le stime naturalmente sono condizionate dall’andamento climatico di agosto, ma in parte basate anche su quanto avvenuto sino a oggi, analizziamo alcuni dei territori più significativi del nostro Paese.
In Veneto, dove piogge e grandine non sono mancate, i vigneti sembrano essere in buono stato. In Piemonte i freddi primaverili e l’elevata piovosità registrata tra aprile e giugno, hanno messo in difficoltà la produzione, che sembrerebbe aver recuperato terreno con il lungo periodo di caldo successivo.
Forte invece il disagio nella Sicilia occidentale, dove il maltempo e le grandinate hanno compromesso quantità e qualità delle uve. Più fortuna ha avuto il Trentino Alto Adige, dove l’andamento stagionale è stato particolarmente favorevole in ogni stato momento della vite. Importante è stato l’attacco della peronospora e dell’oidio in buona parte dell’Italia, cosa che ha costretto a un numero maggiore di trattamenti. Insomma una stagione a macchia di leopardo, come si suole dire, ma come ormai siamo abituati a sentire: sarà un’annata a cinque stelle!
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