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Categoria: Vini e dintorni

com sfMalgrado la guerra ormai aperta nei confronti dello spreco alimentare, l’Italia continua a sprecare ogni anno circa 145 chili di cibo per abitante. Molto è già stato fatto nel segno del risparmio, tant’è che dal 2016 si è registrata una riduzione del 40% , ma certamente si può fare di meglio. Per esempio conservare la frutta e la verdura nei loro imballaggi originali e riporla nel frigorifero se è lì che l’abbiamo comprata. Leggere attentamente le date di scadenza dei prodotti che stiamo per acquistare, anche per quelli che siamo soliti usare e magari fornire il nostro frigo di una scatola dove inserire gli alimenti di prossima scadenza. Non ultimo, cosa che sembra stia giustamente diventando sempre più in uso, chiedere la family bag al ristorante.
Nel resto del mondo è prassi comune chiedere di portare via ciò che si è pagato e non consumato completamente, questo avviene anche nei Paesi più ricchi, perché visto che ho ordinato quel piatto e ne ho mangiato una parte, significa che l’ho gradito, quindi nel caso dovesse avanzare una parte della pietanza, avrò il piacere di mangiarla nuovamente in un altro momento.
In occasione di Expo 2015, Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi in Carta e Cartone) e Slow Food, lanciarono il “Progetto Doggy Bag” con lo slogan “Se avanzo mangiatemi”, che prevedeva l’utilizzo di appositi contenitori di cartone riciclabile per l’asporto dei cibi non consumati al ristorante.
Il progetto fu sposato subito da diverse città italiane, al punto che Comieco stipulò un accordo con Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), affinché si diffondesse il suo utilizzo su tutto il territorio nazionale. Questa pratica non è solo un rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, ma anche di tutta quella popolazione mondiale che ancora muore di stenti e di fame e magari ci allontana da quello che sembra sarà il nostro cibo del futuro: gli insetti.
(Fabio De Raffaele)

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