Tra andamento di mercato e prevenzione: la strategia globale di Amplifon

La seduta odierna di Borsa segna una flessione per Amplifon, con il titolo che cede il 4,57% fermandosi a un prezzo di 12,33 euro. La giornata ha visto un’apertura a quota 12,805 per poi toccare un minimo di 12,265, in una sessione decisamente movimentata. Sono passate di mano 1.282.490 azioni attraverso 3.526 contratti conclusi, generando un controvalore complessivo che ha superato i 16 milioni di euro. Fisiologiche oscillazioni di mercato a parte, questi dati si inquadrano nella solida realtà di un colosso globale. Il Gruppo è di fatto il leader mondiale per quanto riguarda la distribuzione e l’applicazione di apparecchi acustici, forte di un dominio che in Italia si traduce in una quota di mercato del 45%. Negli ultimi anni l’azienda ha spinto il piede sull’acceleratore dell’internazionalizzazione. Attraverso una fitta serie di acquisizioni strategiche è riuscita a imporsi in Europa e nel continente americano, estendendo la propria presenza in nazioni come Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, fino ad arrivare a Egitto e Ungheria. Un impero che oggi si regge su circa 2.600 punti vendita diretti, 3.000 centri autorizzati e 2.500 negozi affiliati. Al loro interno, un esercito di oltre 3.000 audioprotesisti mette a disposizione dei clienti le soluzioni tecnologiche più avanzate offerte dai principali produttori mondiali.

Le iniziative per il World Hearing Day 2026

Sfruttando la cassa di risonanza della Giornata Mondiale dell’Udito in programma il 3 marzo 2026, la multinazionale ha deciso di lanciare una massiccia campagna di sensibilizzazione a livello internazionale. L’obiettivo primario è portare il tema della prevenzione al centro dell’attenzione pubblica, mettendo in campo test gratuiti, eventi educativi e un’intensa attività sui social network. Il raggio d’azione dell’iniziativa è vastissimo e abbraccia Stati Uniti, Canada, Australia, America Latina e diversi presidi nevralgici in Europa. Per l’azienda si tratta di un’occasione cruciale per promuovere la salute uditiva a trecentosessanta gradi.

Screening gratuiti ed eventi sul territorio

L’ossatura della campagna si basa su un’estesa rete di controlli dell’udito offerti gratuitamente alla popolazione. Negli Stati Uniti, ad esempio, i test vengono effettuati direttamente presso gli uffici direzionali di Minneapolis e tra le vetrine del celebre Mall of America. In Australia le visite si concentrano a Melbourne grazie a una partnership siglata con la catena di farmacie HealthSave, mentre per quanto riguarda la Francia è il quartier generale di Parigi ad aprire le porte ai cittadini. L’Italia ricopre ovviamente un ruolo di primo piano. Negli uffici di Milano è stato organizzato un evento dedicato a dipendenti e aziende partner, strutturato su sessioni di formazione e controlli eseguiti sfruttando l’innovativa tecnologia proprietaria OtoKiosk. A preparare il terreno ci aveva già pensato la Maratona dell’Udito, tenutasi a Roma lo scorso 27 febbraio. Un appuntamento che ha visto Amplifon impegnata in prima linea assieme a Udito Italia Onlus e all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ad affiancare gli eventi aperti al pubblico, la società ha inoltre previsto percorsi di formazione specifici per i propri lavoratori impiegati in Nord e Sud America.

La campagna digitale e l’allarme dell’OMS

Tutte le attività svolte fisicamente sul territorio viaggiano in parallelo con una grande offensiva digitale battezzata “Everyday Hearing Tests”. Questa campagna social coprirà interamente il mese di marzo in 17 Paesi differenti, incluse nazioni chiave come Germania, Spagna, Stati Uniti e Canada. Attraverso la pubblicazione di un video promozionale sui canali istituzionali, il progetto mira a esaltare il valore puramente emotivo dei suoni, cercando di trasformare il controllo dell’udito in una normale abitudine legata al benessere quotidiano. Una necessità dettata dall’urgenza dei numeri diffusi proprio dall’OMS. Attualmente oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo convive con un calo uditivo, e le proiezioni indicano che questa cifra toccherà i 2,5 miliardi entro il 2050. Un quadro già di per sé critico, aggravato da un ulteriore dato allarmante: più di un miliardo di giovani sotto i 35 anni rischia danni irreversibili all’udito a causa di una sconsiderata e continua esposizione a rumori eccessivi.