Orizzonti Bavaresi: L’Agilità della Nuova Serie 1 e i Segreti Elettrici dell’Attesissima iX5

C’è un dinamismo quasi bipolare che attraversa le linee di produzione bavaresi ultimamente. Da un lato la volontà di affinare l’accesso al mondo del marchio con vetture termiche e ibride sempre più mature, dall’altro la rincorsa silenziosa verso i mostri dell’elettrificazione pesante. Per capire dove sta andando davvero BMW, basta mettere a confronto il loro presente più tangibile con i documenti trafugati sul loro futuro imminente.

L’ingresso in famiglia: la Serie 1 cambia pelle Profondamente aggiornata in questo 2024 e con un listino che parte da 35.200 euro, la nuova Serie 1 è l’esempio perfetto di come si stia evolvendo il linguaggio stilistico della casa. Il muso ora è visibilmente più penetrante, merito di gruppi ottici assottigliati e di una calandra bassa e larga che, per chi vuole osare, può persino essere illuminata. Dietro le cose si fanno interessanti con fari a sviluppo orizzontale tagliati da una sorta di “dente” in tinta carrozzeria che sale deciso dal paraurti. Per la prima volta su questo modello fa poi la sua comparsa l’opzione del tetto a contrasto, un dettaglio che la svecchia parecchio.

Dentro l’abitacolo il salto generazionale si tocca con mano, pescando a piene mani dall’ammiraglia di famiglia. Addio vecchia strumentazione, benvenuta plancia dominata da una cornice ricurva che fonde due display: il cruscotto digitale da 10,3 pollici (configurabile in tre layout) e lo schermo dell’infotainment da 10,7 pollici. Il sistema gestisce una mole di informazioni notevole e fissa i controlli touch del climatizzatore in basso. Sulla carta è pulito ed elegante, ma diciamocelo, smanettarci mentre si guida rischia di far distogliere pericolosamente lo sguardo dall’asfalto. Ottimi invece i sedili anteriori, riscaldabili di serie e pensati per macinare chilometri senza spezzare la schiena, sebbene la regolazione elettrica si paghi a parte. La musica cambia passando dietro: il divano posteriore è comodo al massimo per due persone, in tre si sta decisamente stretti e lo spazio per allungare le gambe scarseggia.

Il bagagliaio si difende con forme regolari e finiture di livello, offrendo 380 litri di capienza. Attenzione però alle varianti ibride: la batteria supplementare si mangia la bellezza di 80 litri, riducendo il volume a 300 litri. Un sacrificio non indifferente per chi viaggia spesso a pieno carico.

Dinamica pura e compromessi digitali Su strada l’agilità rimane il punto forte della Serie 1. Tutte le versioni si affidano a un cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, che scarica la potenza all’anteriore in modo fluido, eccezion fatta per la M135 e la 123 che mantengono il retrotreno in gioco con la trazione integrale xDrive. Lo sterzo risponde rapido e senza indecisioni, pur mantenendo una certa leggerezza in qualsiasi modalità di guida, mentre l’abitacolo risulta talmente insonorizzato da filtrare del tutto il classico “frullare” del tre cilindri montato sulle versioni benzina entry-level o mild hybrid.

Quale portarsi a casa? Una 120 ibrida leggera a benzina è probabilmente la scelta più sensata per sgusciare nel traffico cittadino, mentre la 120d resta l’alleata ideale per i divoratori di autostrada. Motori brillanti, ottime finiture (con vere chicche come le bocchette d’aerazione retroilluminate in alluminio), ma con qualche ingenuità software: ogni volta che si cambia modalità di guida, lo schermo piazza un’immagine decorativa a tutto tondo che costringe a un tap extra sul display per tornare alla navigazione o ai servizi di bordo. Un controsenso ergonomico.

Ai piani alti: la gestazione del colosso iX5 Mentre la compatta affina la tecnica sui propulsori tradizionali, i recenti documenti di omologazione scovati da Auto Motor und Sport svelano cosa sta succedendo sul fronte dei pesi massimi. Dimenticate le logiche della Serie 1: la futura BMW iX5 60 xDrive, attesa per il model year 2027, sta per presentarsi sul mercato con numeri che fanno impallidire l’attuale gamma.

Si parla del pacco batterie più grande mai montato su una BMW: una capacità lorda mostruosa di 147,8 kWh. Anche togliendo il classico margine di buffer di circa il 4% che la casa applica ai suoi accumulatori, ci troviamo di fronte a una capacità utile stimata che non ha eguali nell’attuale offerta bavarese e si posiziona ai vertici assoluti del mercato automobilistico passeggeri. Con 960 celle cilindriche da 210 ampere-ora ciascuna e una tensione nominale di 704 volt, la matematica conferma i quasi 148 kWh. Un’architettura a 800 volt che, nonostante la stazza e il peso intrinseco del SUV, rende del tutto plausibile sfondare il muro dei 1.000 km di autonomia nel ciclo WLTP. Numeri dell’EPA alla mano, ci si aspetta che superi comodamente le 500 miglia.

C’è però un dettaglio tecnico che fa discutere: questo nuovo colosso poggerà ancora sulla piattaforma CLAR, un’architettura che attualmente ospita le varianti diesel, benzina e plug-in dell’X5. Integrare una tecnologia “cell-to-pack” e la ricarica a 800 volt su una base non nata esclusivamente per l’elettrico è un bell’azzardo dal punto di vista dell’efficienza complessiva. Soprattutto se si pensa che, in base ai dati, un modello come la iX3 50 xDrive riesce a toccare gli 800 km WLTP (434 miglia EPA) accontentandosi di un pacco batterie e di una carrozzeria ben più compatti.

A spingere questa variante 60 xDrive (versione G65) ci penseranno due motori elettrici: 184 kW all’anteriore e 240 kW al posteriore, per una potenza combinata che toccherà quota 424 kW (577 CV). La coppia si dividerà in 305 Nm davanti e 500 Nm dietro, per una spinta di sistema totale che supera abbondantemente gli 800 Nm. Cifre ancora da ufficializzare, ovviamente, che lasciano già presagire l’arrivo di versioni ancora più estreme in futuro, come l’ipotetica ammiraglia iX5 M70.

Anche fisicamente il nuovo SUV muterà fisionomia. Le indiscrezioni parlano di un allungamento di 59 millimetri, portando l’ingombro totale a sfiorare i cinque metri (4994 mm), a fronte però di un assetto ribassato di 14 millimetri (1751 mm in altezza) e un leggero snellimento sui fianchi, perdendo 4 mm per arrivare all’esatta misura di due metri netti di larghezza, specchietti esclusi. Una silhouette più bassa, lunga e filante, pronta a nascondere sotto il vestito una densità energetica senza precedenti.